La storia dell’impianto dentale
È incredibile, ma la storia dell’impianto dentale nasce più di mille anni fa, forse anche di più, e si inizia con civiltà Maya. Primi impianti dentali che sono stati trovati erano fatti di pezzi di conchiglia, modelati a forma dei denti.
Durante lo scavamento archeologico le scoperte simili sono state trovate nell’Antico Egitto. Anche questi impianti sono stati fatti da conchiglie, ma alcuni anche da avorio. Nel corso della storia ci sono stati numerosi reperti di specie simili, in materiali e forme diverse.
Probabilmente una delle scoperte più importanti per l’implantologia moderna risale al 1950. Nel 1951, un professore svedese di nome Per-Ingvar Brånemark, chirurgo ortopedico, ha studiato gli aspetti del processo di guarigione delle ossa nel laboratorio presso l’Università di Lund. In uno degli esperimenti, il professore Brånemark e il suo team, hanno inserito un cilindro metallico di titanio nel femore di un animale. Dopo qualche tempo hanno visto che il cilindro si è integrato con l’osso circostante.
Il professore Per-Ingvar Brånemark ha denominato questo processo “l’osteointegrazione”. Nei suoi studi ed esperimenti ha scoperto che le viti in titanio potrebbero servire come ancoraggio osseo per i denti. Ulteriori esperimenti sono stati fatti con materiali diversi, come argento, oro e i denti umani da donatori, ma nulla era più efficace del titanio. Nel 1980 gli impianti dentali, resi possibili dall’osteointegrazione, sono stati usati usati per sostenere i ponti e i denti nella bocca dei pazienti, con successo in oltre il 90% dei casi.
Nel tempo la tecnologia sta avanzando e l’obiettivo è quello di ottenere l’osteointegrazione più veloce e migliore, le procedure e i materiali meno costosi e i prodotti finali più durevoli.
